Tra le bellezze del centro storico della città, sono contemplati anche i forni antichi. Tra i più belli e caratteristici, degni di menzione sono: il forno S. Chiara, uno dei primi forni pubblici della città- in cui vi hanno impastato il pane ben otto generazioni di fornai-, situato in via L. Martucci, fu costruito nel XVIII secolo per preparare il pane per le suore del Monastero di S. Chiara, e si presenta con una struttura cilindrica, modellata sul vano del forno, con base in pietra, muratura in tufo, cupola e ciminiera centrale; il forno S. Caterina, ubicato in via Del Giudice, ramo di via S. Caterina, dedicato alla santa di Alessandria d’Egitto, è anch’esso datato al XVIII secolo, più precisamente al 1724, e conserva ancora tutte le caratteristiche di un tempo. Entrambi i forni sono oggi visitabili durante il processo di lavorazione “a vista” del pane, cotto esclusivamente al fuoco di legno di quercia. Altro forno antico è quello della cattedrale (u furne de la Chjis’a Ranne), ubicato alle spalle della stessa, attualmente chiuso, che sfornava pane unicamente per i chierici della cattedrale. Principe indiscusso dei prodotti da forno, è, dunque, il pane, primo a fregiarsi del marchio DOP nella categoria merceologica “Panetteria e prodotti da forno”, ottenuto nel 2003. Il pane di Altamura, ricavato dal rimacinato di semola di grano duro, lavorato con acqua, sale marino e il lievito madre, fino a qualche decennio fa, veniva impastato e lavorato prevalentemente tra la mura domestiche, poi confezionato e cotto in forni pubblici, dopo l’apposita marchiatura col nome del capo famiglia. Elemento basilare nell’alimentazione della popolazione alto-murgiana, il pane di Altamura si presenta in due forme: quella alta, detta u sckuanete, accavallata e senza baciatura ai fianchi, e quella bassa, detta a cappidde de prevete (a cappello di prete).