Caratterizzato da un colore marrone scuro e da un sapore e profumo molto intensi, è il più importante, famoso e commercializzato liquore altamurano, la cui ricetta è attribuita ad un frate cappuccino del ‘600, Giuseppe Ronchi, che creò un elisir per curare anima e corpo dal freddo dell’inverno e dalla calura estiva. Liquore dalle ottime qualità stomatiche, viene ricavato dall’infusione in alcool di noci verdi e spezie. La ricetta, diffusa ed apprezzata in tutta Italia, divenne famosa a partire dalla fine dell’Ottocento, grazie all’attività di commercializzazione della storica azienda dei fratelli Striccoli, (casa fondata nel 1832) che aprirono una piccola caffetteria prima in Piazza Municipio, poi in Piazza Duomo, nei locali un tempo sede dell’Università degli studi di Altamura. I composti della ricetta risentono di una cultura popolare intrisa di influenze magico-cabalistiche: le noci, infatti, devono essere in numero di tredici, raccolte nel giorno di S. Giovanni (24 giugno) e rimanere in infusione fino a Natale, in una botte di rovere, aggiungendo in un secondo momento zucchero, erbe, foglie di eucalipto, spezie e altri aromi tra cui i chiodi di garofano, il caffè, la cannella e la noce moscata. Per alcune famiglie che producono l’elisir di noce, invece, i tredici frutti devono essere raccolti il giorno di S. Antonio (13 giugno), perché il 13 è universalmente considerato come numero fortunato. Il tempo di macerazione può variare dai 6 mesi, per i prodotti fatti per consumo personale, fino ai 4 anni, nel rispetto della tradizione.