PALAZZO VITI – DE ANGELIS

PALAZZOVITIDEANGELISÈ forse il palazzo più antico di Altamura, sicuramente tra i più belli. Costruito probabilmente nel Quattrocento dal feudatario principe Raimondello Orsini del Balzo, su una fabbrica già esistente, è adiacente alle mura medievali, inglobato sulla Porta Bari. Si sviluppa su tre piani, occupando un intero isolato. Sontuoso è il portale rinascimentale che si affaccia su corso Federico II. Splendido il cortile interno, impreziosito da una scala d’onore e la cappella del palazzo. Il pavimento è lastricato in pietra calcarea (chianche) e finisce con una torretta merlata in falso stile gotico. Di pregio è il loggiato rinascimentale con eleganti colonnine e capitelli. Su un capitello è presente lo stemma dei De Angelis, la casata che acquisì il palazzo subito dopo i Del Balzo e prima dei Viti, che ancora lo posseggono.

PALAZZO MELODIA

palazzomelodiaSi affaccia in piazza Duomo, di fronte all’entrata principale della Cattedrale. Fu edificato a metà dell’Ottocento, su progetto dell’ing. Orazio Lerario. Palazzo Melodia è un edificio in puro stile neoclassico. Il piano inferiore è impegnato da 20 alte colonne, che sostengono un ampio balcone con 10 finestroni. Da sempre proprietà della nobile famiglia Melodia, fu acquistato interamente nei primi anni del ‘900 dall’agricoltore Giuseppe Incampo.

CASA NATALE DI SAVERIO MERCADANTE

saverio mercadantePoco rilevante dal punto di vista architettonico, è il palazzo dove nacque, nel 1795, il famoso Saverio Mercadante, tra i più grandi musicisti italiani dell’Ottocento. Si affaccia su Corso Federico II, di fronte alla chiesa di San Nicola dei Greci.

 

 

PALAZZO BALDASSARRE

PALAZZO BALDASARRA 3È situato su via fratelli Baldassarre, nei pressi di Piazza Foggiali. Si tratta di un edificio quattrocentesco, a tre piani, quasi completamente rimaneggiato nel Seicento. Capolavoro dell’arte edilizia del tempo, presenta particolari di alto valore architettonico, come il balcone in ferro battuto in stile barocco. Appartenne alla famiglia di mastri muratori Baldassarre, divenuti nel tempo tra i più importanti costruttori della città. Si ricordano, in particolare, i fratelli Michele e Giuseppe che svolsero un ruolo importante durante l’assedio delle truppe del Cardinale Ruffo, nel 1799. Fu fa un fondo di Michele, in quell’anno, che fu sradicato l’albero della libertà apposto in Piazza Duomo, simbolo della Repubblica Partenopea.

PALAZZO CASTELLI

palazzocastelliFu eretto fra il XVI e XVII secolo in forme rinascimentali dalla nobile famiglia Castelli, una delle più antiche della città. Si presenta intatto nella sua grandiosità, occupando uno spazio di notevoli dimensioni. Adiacente al palazzo è la chiesetta cinquecentesca di Santa Maria della Vittoria, cappella privata della famiglia Castelli.

 

PALAZZO FILO

palazzofiloFatto edificare dai conti Filo- una tra le famiglie nobili più antiche e prestigiose della città- tra XVI e XVIII secolo, a ridosso delle mura della città, conteneva una cappella dedicata a S. Filone martire, un santo orientale venerato dalle famiglie di origine greca- tra cui i Filo, appunto-, con due accessi, uno sulla strada per il pubblico, l’altro nel cortile interno per la famiglia. Ricordato tra gli edifici più interessanti del centro storico, il palazzo Filo conserva ancora la sua struttura originaria: due piani superiori, un pianterreno e un cortile interno, imponendosi per i suoi tre ordini spartiti orizzontalmente da cornici e per il rivestimento a piccole bugne squadrate che crea un notevole effetto chiaroscurale. Degno di nota è lo splendido portale centinato, inscritto tra due semicolonne che reggono un frontone spezzato, in cui sono inseriti la finestra superiore e lo stemma in chiave (stella crinita a sedici punte, insegna degli Orsini del Balzo- quando furono principi di Altamura concessero ai Filo di fregiarsi dello stemma del loro simbolico araldico-). Molto rimaneggiato specie negli interni, il palazzo Filo si appoggia al palazzo Sabini, cui per un certo tempo fu unito, per essere poi nuovamente smembrato. Nel 1799 divenne sede del Comando della Repubblica. Tra i personaggi che hanno dato lustro al casato si ricordano: Pasquale Filo, elogiato dal Re Ferdinando I d’Aragona nel 1514; Roberto Antonio Filo, vescovo in Calabria; Bisanzio Filo, vescovo di Oppido e di Ostuni nel 1698.

PALAZZO CALDERONI - MARTINI

PALAZZOCALDERONI- MARTINIUbicato quasi al centro di corso Federico II di Svevia, in posizione frontale rispetto al Palazzo Prelatizio, e adiacente alla piccola chiesa di S. Michele, il palazzo Calderoni-Martini apparteneva un tempo ai duchi di Sanarica, la nobile famiglia dei Martini, imparentata con altri illustri casati di Altamura, i Filo e i Sabini- lo dimostrano gli stemmi e le lapidi marmoree apposte sulla facciata-. Risalente al XVI-XVII secolo, l’edificio signorile, dalle linee e dalle decorazioni nobilissime, si mostra nella sua forte struttura: si affaccia su Corso Federico II di Svevia con un portale in ferro ed alcuni locali al piano terra; al piano superiore, si apre poi con una grande loggia a balaustra scolpita, con volte ad arco incassato, e con varie finestre, anch’esse balaustrate, ai diversi piani. Sul resto della facciata, sono degne di menzione due lastre in marmo, di cui, la più grande, ricorda il giovane Conte Guido Sabini, morto durante la prima guerra mondiale. L’ingresso principale, collocato nella via laterale di S. Michele, si presenta con un grande ma semplice portone, e ospita al suo interno un’artistica scala, dall’impostazione molto originale. Legato alla figura del fuggiasco Michele Martini, uomo dotto di legge, filo borbonico, diventato poi grande fautore del governo repubblicano in Altamura nel 1799, il Palazzo Calderoni-Martini passò in eredità ai Sabini, che lo ressero fino al 1989, per poi venderlo a costruttori che l’hanno recentemente restaurato.

PALAZZO VESCOVILE (GIA’ SEDE DELL’UNIVERSITA’)

palazzovescovileAddossato all’Arco del Duomo, lungo Corso Federico II di Svevia, è il palazzo vescovile, già Palazzo dell’Università. Come attesta una lapide affissa sul muro, la Regia Università fu fondata nel1748 con decreto del Re Carlo III, e diventò subito un florido centro culturale, tanto da consentirle l’appellativo di “Appula Atene”. L’Università fu mantenuta dal fondo del Monte a Moltiplico (rendite ecclesiastiche e risparmi delle confraternite laiche) istituito nel 1619 per erigere il Vescovato, mai effettuato, e utilizzato, quindi, per l’Università come Monte delle scuole. L’Università seguì, con la Rivoluzione del 1799, le infauste sorti della città. Nel 1811, dopo il breve periodo di Goacchino Murat, il Regio Studio fu chiuso.

PALAZZO DE LAURENTIS

PALAZZO DE LAURENTIS 2Si trova all’interno del claustro omonimo, lungo via Matteo Cristiano, non lontano dal palazzo Castelli. Il claustro è intitolato al liberale e cospiratore Luigi, che prese parte alla resistenza del 1799. Perseguitato dai Borboni andò fuggiasco, ma nel 1860 fu a capo del Comitato insurrezionale e del Governo costituito. Il palzzo omonimo conserva sull’architrave della porta di ingresso una scultura in pietra, in funzione di difesa e di custodia dell’abitazione.

PALAZZO GRIFFI

PALAZZO GRIFFI 1Sorge nella via omonima ed è una grande struttura del Seicento, costruita dai nobili Griffi originari della città di Ruvo. L’ingresso principale è nella piazzetta antistante la chiesa della S.S. Trinità. Il portale ad arco presenta decorazioni floreali, scolpite nella pietra, ed il viso di un cherubino. Al di sopra è posto lo stemma del Casato Griffi raffigurante un ippogrifo alato, un animale mitologico metà cavallo e metà uccello. Oggi il palazzo restaurato è abitato da altre famiglie altamurane.

 

 

 

PALAZZO PONZETTI - PERSIO

PALAZZO PONZETTI 4Si tratta di una struttura settecentesca, appartenuta al casato dei Persio. Un suo rappresentante, il novantenne Orazio, fu vittima infelice dei sanfesisti nel 1799. Oggi il palazzo è di proprietà della famiglia Ponzetti. Notevole è il portale con decorazioni scolpite a mano e colonne in pietra.

 

 

PALAZZO SERENA

PALAZZO SERENAReca sul portale del balcone centrale lo stemma del casato, a forma di scudo, sormontato da una corona baronale. Gli emblemi dello stemma sono rappresentati da tre stelle in capo, una fascia centrale con tre croci e in punta una Sirena. La famiglia ha antichissime origini romane e si diramò a Foggia e ad Altamura. Nel secolo XVI fu decorata della “Regia Familiarità” e annoverata tra le famiglie patrizie altamurane. Ai fratelli Serena,che si distinsero nei giorni del 1799 è dedicata la strada che circonda l’edificio. Da ricordare è il poeta, scrittore, senatore, ministro e uomo politico, Ottavio Serena, nato qui nel 1837 e deceduto a Roma nel 1914.

 

 

PALAZZO CASTALLI –PADRONE –CAPUTO

PALAZZOCASTALLI-PADRONEElegante palazzo neoclassico ubicato nei pressi della cattedrale, risale, nelle sue attuali sembianze, all’Ottocento.

 

 

 

PALAZZO CORRADI – TERZETTI – MARSICO

PALAZZO TERZETTI

Fu costruito nel 1594, così come ricordato dalla data scolpita nello stemma centrale della facciata. Nelle sue cantine, nel 1799, sarebbe avvenuto un atto di eroismo delle donne altamurane che, barricatesi in casa, sarebbero riuscite a catturate e rinchiudere in quella cantina, molti adepti del cardinale Ruffo.

 

PALAZZO DE GEMMIS - CAGNAZZI

palazzogemmis-cagnazziSplendida la facciata principale, di stile settecentesco, con ingresso a colonne e lo stemma del casato in alto. La costruzione era la residenza della famiglia Cagnazzi, discendente da Samuele de Samuele (seniore), nobile greco del regno di Macedonia, traferitosi ad Altamura nel 1554. Nel 1628 un certo Marino Cagnazzi donò a Samuele de Samuele (iuniore) tutti i suoi beni a condizione che lo assistesse fino alla vecchiaia, che aggiungesse il simbolo del “cane” allo stemma gentilizio e assumesse come secondo nome Cagnazzi (De Samuele Cagnazzi). Chi ha dato lustro al Palazzo sono i due fratelli Luca e Giuseppe De Samuele, grandi rappresentanti della nobiltà altamurana di fine Settecento. Giuseppe de Samuele, fratello del detto arcidiacono Luca, sposò del 1785 Elisabetta De Gemmis  e lasciò in eredità al figlio Ippolito il titolo di nobile “ab immemorabilis” e la proprietà del palazzo. Gli eredi di Ippolito (sposato con Antonietta Martucci) abitarono il palazzo per tutto l’800, fino a quando gli eredi attuali Raiola-Pescarini, imparentati con i Cagnazzi, vivendo a Roma e a Napoli, lo hanno venduto alla famiglia Clemente. Oggi il palazzo è sede dell’ Hotel San Nicola.Sulla facciata principale al primo piano è stato riposto lo stemma del casato comprendente i simboli gentilizi dei Cagnazzi e delle famiglie imparentate dei Nesti, De Gemmis e Lioy. Nell’atrio a sinistra una lapide riporta nell’iscrizione che il patrizio Michele De Gemmis nel 1829 poneva per conto della figlia Cecilia a ricordo della chiesa di Sant’Augustinello, fondata dai Flumaro e passata ala famiglia Corcoli prima e De Gemmis poi. All’interno del palazzo sulle volte delle stanze sono stati restaurati gli stemmi delle famiglie Nesti e Martucci. I due piani superiori sono stati trasformati in lussuose stanze d’albergo. La scalinata è impreziosita da un reperto in pietra raffigurante S. Nicola da cui l’albergo prende il nome.

PALAZZO MUNICIPALE

PALAZZO MUNICIPALEUbicato in piazza Municipio, ospita gli uffici comunali. Dal 1888, anno della demolizione del preesistente convento di San Francesco, il palazzo conserva lo stesso prospetto e assolve alle stesse funzioni politiche ed amministrative. Dell’antica chiesa e del complesso monastico, fatti edificare nel Quattrocento da Raimondello Orsini del Balzo, è conservata una rappresentazione grafica nell’Episcopio di Matera ed una seconda nella veduta di Altamura, in un quadro dell’Orlandi del XVIII secolo.

PALAZZO SABINI

PALAZZO SABINI

Ubicato in piazza Unità d’Italia, è un bell’esempio di dimora signorile del XX secolo. Edificato nel 1902 in forme neoclassiche, conserva al suo interno una bella scalinata in pietra.

 

 

 

PALAZZO VITI – LOIUDICE

palazzo vitiloiudiceFu costruito nel XVII secolo e utilizzato nell’800 come sede del tribunale istituito da Giuseppe Bonaparte con decreto del maggio 1808. La storia racconta che il Re, dopo una visita ad Altamura, devastata dagli avvenimenti del 1799, scelse la città a capoluogo del distretto di Tribunale di Giustizia per le province di Bari, Otranto e di Basilicata. La corte ebbe vita breve: fu inaugurata nel 1809 e trasferita nel palazzo offerto dal Conte Viti, dove restò fino al 1817, anno in cui i Borboni, tornati al governo, ne determinarono la soppressione. Oggi l’edificio appartiene alla famiglia Loiudice e conserva la sua dignità artistica nel bellissimo loggiato con gli stemmi della famiglia Viti.