FRANCESCO NETTI


FRANCESCO NETTI

Francesco Netti (1832-1894) è annoverato tra i massimi esponenti della pittura napoletana e pugliese dell’Ottocento. Nasce a Santeramo da famiglia di proprietari terrieri. Dopo aver conseguito la laurea in Legge presso l’Università di Napoli, sceglie di coltivare la sua passione per la pittura. Ho come maestri gli artisti napoletani Domenico Morelli e Michele De Napoli. Dal 1866 al 1871 si trasferisce a Parigi dove fa esperienza e svolge compiti ufficiali di critico per mostre d’arte. Dopo aver conosciuto Giuseppe e Filippo Palizzi, Corot, Courbet, pittori della scuola di Barbizon, ritorna a Napoli dove incrementa la sua produzione. La maggior parte delle sue opere sono di proprietà privata; circa trenta quadri, invece, sono conservati presso la Pinacoteca Provinciale di Bari. È stato anche un pregevole ritrattista e autore di tele a carattere religioso.

BARTOLOMEO E HERO PARADISO


BARTOLOMEO PARADISO

Padre e figlio. Bartolomeo Nacque a Santeramo nel 1878. Proveniente da una famiglia di artigiani, viene subito notato da Francesco Netti che ne intuisce il talento artistico e lo sostiene nella prima formazione. Studia pittura a Bari e Roma, avendo come maestro Michele Galiani. Svolge attività artistica a Vienna (sposa la viennese Teresa Ruch), Bari, Roma, Santeramo. Nel 1910 si trasferisce a New York. La sua fortuna artistica è legata anche al virtuosismo acquisito nella tecnica a spatola, alla originalità di rappresentazione, ora verista, ora impressionista della vita contadina del territorio murgiano. È considerato un importante rappresentante della scuola barese del Novecento con Armenise, Irolli, Fiore, Castellaneta, Bianchi. Le sue opere sono sparse in collezioni private, alcune si possono ammirare presso la Pinacoteca provinciale di Bari. Si spense a Bari nel 1971. Suo figlio Hero nasce a Santeramo nel 1912. Fin da giovane segue le orme paterne e gli insegnamenti artistici del napoletano Vincenzo Irolli, dell’Accademia delle Belle arti di Roma, del russo Alessio Issupoff, adottando Francesco Netti come maestro ideale. Ha allestito mostre personali a Bari, Roma, Parigi, Vienna, America e ovviamente Santeramo. Nel 1947 si trasferisce con la famiglia a Rio de Janeiro, dove si afferma per il suo talento artistico. Dal 1962 al 1974 lavora negli Stati Uniti come pittore, sceneggiatore e curatore di mostre (Hollywood, Beverly Hills, Los Angeles), ma anche in Africa, Asia, Oceania, Paesi dei quali ha immortalato i paesaggi. Nel 1974 decide di tornare nella sua amata Santeramo, ottenendo riconoscimenti nazionali e internazionali. La natura e il paesaggio della Murgia sono stati tra i soggetti prediletti da Hero, sia nelle opere giovanili (1928-1938), che in quelle dell’ultimo ventennio di vita. La nostalgia e l’amore per la sua terra d’origine traspare in decine di opere, nelle quali è evidente un’esplorazione insaziabile del nostro paesaggio: querce, trulli, pastorelli, contadini, pecore. Alcune sue opere si possono ammirare nella pinacoteca provinciale di Bari e nella chiesa madre di Santeramo. Si è spento nel 1994.

PASQUALE NATUZZI

archivio - restelli - email - zacche verlicchi -Imprenditore tra i più importanti d’Italia, nasce nel 1959. È fondatore e presidente del gruppo Natuzzi, leader nella produzione di poltrone e divani a livello industriale. A Santeramo in Colle esiste attualmente la direzione centrale del gruppo. Nel 1993, con la quotazione della Natuzzi a Wall Street, l’imprenditore consolida la sua leadership sul mercato mondiale. Le sue aziende, attualmente, danno lavoro a migliaia di persone.

 

VITO TANGORRA

VITO-TANGORRA-155x300Di nobile famiglia, nacque a Santeramo nel 1914. Instancabile ed eclettico ricercatore, si interessa a tutto ciò che riguarda la sua città: personaggi, stampe, carte antiche, documenti. Diverse le sue opere pubblicate a tema santermano. Si è spento nel 1987.

 
 

ANGELO STANO

ANGELO STANOFumettista italiano. Nasce a Santeramo in Colle nel 1953. Ottenuta la maturità artistica nel 1971, si trasferisce a Milano. Nel 1973 esordisce nel fumetto e firma diverse collaborazioni. Nel 1985 Sergio Bonelli editore lo sceglie per entrare nel team di Dylan Dog, un nuovo personaggio dei fumetti creato da Tiziano Sclavi. Diventa in poco tempo uno dei copertinisti ufficiali del fumetto dylaniano. Nel 1992 riceve il Premio Bonaventura di Treviso Comix per le ristampe cartonate di Arnoldo Mondadori Editore dedicate a Dylan Dog. Dal 1981 al 1999 insegna alla Scuola del Fumetto di Milano.

 

ALBERTO DILEONE

AlbertoInsegnante elementare, nasce nel 1919 a Santeramo (con momenti di vita a Modena e nella vicina Cassano delle Murge). Da adulto ha coltivato la passione per lo studio del dialetto santermano diventandone maestro e punto di riferimento per gli appassionati di composizioni in vernacolo locale. Ha scritto e pubblicato in due libri (nel 1987 e nel 2010) e nel periodico locale “Partecipare” (dal 1973 al 2010) centinaia di composizioni in vernacolo che declamava con maestria. I temi trattati sono stati vari: episodi della vita familiare e personale, personaggi locali, avvenimenti, storia del paese, aneddoti. Si spegne nel 2010.

 
 

GIOVANNI LARICCHIA

Nasce a Santeramo nel 1866 da una famiglia molto umile. Sin da ragazzo si sente attratto dalle rappresentazioni artistiche e soprattutto scultoree. Dotato di talento naturale, seppe affermarsi come maestro dell’arte scultorea. Tante le opere realizzate che hanno dato e che continuano ad onorare la città di Santeramo, tra le quali che tutt’oggi adornano il cimitero monumentale di Bari. Laricchia è ricordato non solo come scultore di pregio, ma anche per la sua attività di poeta e di maestro della scuola di scalpellini di Santeramo in Colle. Si spense nel 1941.

ANTONIO PARADISO

Nasce a Santeramo in Colle nel 1936. Studia all’Accademia di Brera con Marino Marini, realizzando numerose mostre nei musei d’arte moderna di Dortmund, Helsinki, Colonia, Los Angeles, Belgrado. Scolpisce e modella in pietra di Trani per ricavarne opere rigorose e severe. Pietre, catene, blocchi di calcare erratici, vasche, abbeveratoi, macine, menhir, dolmen, sono le sculture con cui Antonio Paradiso riesce a concretizzare il contatto tangibile e creativamente riflessivo del pubblico con la sua opera plastica e, quindi, con il suo messaggio di libertà.